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lunedì 2 giugno 2025

Dionigi ALBERA* - LAMPEDUSA. Una storia mediterranea

Premessa. Il libro di D. Albera su Lampedusa è un viaggio nel tempo, un saggio di storia mediterranea, come indicato nel sottotitolo, ma è anche altro. È anche una riflessione, una denuncia sul presente di cui sono piene le cronache di questo nostro tempo infelice e incerto. Un tempo che sembra aver smarrito i sentimenti di umanità e di accoglienza, caratteri connaturati alla storia dell’isola e ancora oggi patrimonio dei suoi abitanti, seppure nelle difficoltà imposte da una gestione dell’accoglienza volutamente precaria e ostativa da parte della politica e della burocrazia nazionali ed europee.

Inoltre, e va sottolineato, accanto ai pregi scientifici non se ne possono ignorare quelli letterari.
L’Autore, oltre a padroneggiare con competenza la Storia e i documenti che ne ricostruiscono gli eventi, si avvale di una scrittura che in molti punti – specialmente quando il suo sguardo si sofferma sugli ambienti o quando raccoglie ed esprime i sentimenti suscitati dalle tante tragedie chequest’isola ha impresso nella sua memoria di terra, di mare e di vento – si fa narrazione letteraria, poetica, un concentrato di espressioni cristalline e penetranti, leggere e profonde ad un tempo, che ben si rapportano alla prosa e alla poesia di scrittori e poeti che in passato hanno incontrato quest’isola che “è come un ombelico segreto del Mediterraneo”.

giovedì 17 aprile 2025

Vincenzo LATRONICO – Le perfezioni

 di Antonio ELIA 17 aprile 2025

L’esergo de “Le perfezioni” (Bompiani, 2022) di Vincenzo LATRONICO, una spia dichiarata del contenuto del romanzo, recita:

«Era lì la vita vera, la vita che volevano conoscere, che volevano fare».

 La citazione, da “Le cose” di George PEREC, si riferisce alla coppia protagonista del romanzo di Perec, Sylvie e Jérôme, ma si attaglia anche ai protagonisti de “Le perfezioni”, Anna e Tom, la cui vicenda vi si sovrappone con precisione quasi perfetta e rivela l’esplicita intenzione dell’autore di riscrivere il romanzo di Perec, ambientato nei primi lustri del nuovo millennio, ripercorrendone puntualmente il filo narrativo.  Anna e Tom sono due creativi informatici (web developer, graphic designer) trasferitisi a Berlino per esercitare un’attività che, nata come passione adolescenziale, si era cristallizzata in un lavoro di pari passo con lo sviluppo della “rete”. Il loro mondo è fatto di immagini che scorrono sugli schermi dei laptop, immagini rielaborate (photoshoppate) per migliorarne l’impatto visivo.

mercoledì 19 marzo 2025

Mircea CĂRTĂRESCU – Theodoros


 di Antonio ELIA  18 marzo 2025 

“Theodoros” è il romanzo di un uomo che volle farsi imperatore.

 «creatura fatta di arroganza e di desiderio …  un uomo sanguinario…

la sua anima non era quella di un comune mortale, ma grandiosa, aspirando a grandi e inedite imprese».

Un romanzo, quindi una scrittura di finzione, radicata però nella realtà di un personaggio la cui esistenza è documentata in varie carte, perfino in una lettera indirizzata alla regina Vittoria d’Inghilterra. Che poi tutte le fasi della vita di Theodoros e tutta la sua epopea, al di là della finzione letteraria, corrispondano alla realtà fattuale è questione

lunedì 24 febbraio 2025

HAN Kang - L'ora di greco (Adelphi, 2023)

Recensione di Antonio ELIA

La scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la letteratura nel 2024, con il romanzo “L’ora di Greco” riprende e approfondisce il tema della “fragilità della vita umana” già sviluppato nel precedente romanzo “La vegetariana” premiato con l’International Booker Prize nel 2016.

Se “La vegetariana aveva narrato la vicenda di una donna ossessionata da incubi focalizzati sull’uccisione di animali che l’avevano indotta a rinunciare al consumo di carne, ne “L’ora di greco” i traumi posti al centro del romanzo sono la perdita della vista e la perdita della voce. Ne sono afflitti un uomo e una donna ­­– senza nome, nel romanzo, così come tutti gli altri personaggi, ad eccezione della sorella dell’uomo, richiamata nelle lettere che il fratello le invia periodicamente, e di un giovane amico – i due protagonisti del racconto destinati a incontrarsi, a fare i conti con le reciproche disabilità.

venerdì 20 dicembre 2024

László Krasznahorkai - Avanti va il mondo

Recensione di Antonio ELIA

Scrivere di Avanti va il mondo, di László Krasznahorkai (Bompiani 2024) è oltremodo impegnativo e complesso. Si tratta di una raccolta di testi che non sono semplici racconti ma anche esplorazioni dell’animo umano e dell’esistere, indagini sul rapporto tra l’uomo e la realtà, il trascendente, l’immaginazione, il tempo, il ricordo, il desiderio, la libertà e altro ancora. Sono l’una e l’altra cosa insieme e nel complesso rappresentano una critica lucida e feroce del nostro tempo.

L’opera è divisa in tre parti in cui il “Lui” (l’Autore? Un Profeta?) che le anima, nella I Parla, nella II Racconta e nella III Saluta. In ognuno dei 9 testi di cui si compone la prima parte, Krasznahorkai “parla” ed esprime pensieri e sentimenti, manifesta opinioni, fotografa l’incapacità degli umani di comprendere la propria condizione, l’ambizione di desiderare e di volere ignorando la realtà attuale, la cupidigia dell’avere e la difficoltà di apprezzare le relazioni e la bellezza.

La seconda parte in cui “racconta” comprende 11 testi che, ad eccezione dell’ultimo, narrano in terza persona fatti e situazioni emblematiche esemplificanti la stranezza dell’esistenza, sempre mutevole, cangiante, incerta nei suoi esiti, incomprensibile e insondabile. L’ultimo, intitolato Il cigno di Istanbul, è un non testo di “79 paragrafi su pagine bianche” dedicato al ricordo (senza parole) del poeta greco Konstantinos Kavafis.

La terza parte in cui “Lui” saluta consiste in una paginetta di congedo, intitolata Non voglio nulla da qui, in cui il narratore afferma di volersene andare senza portar niente con sé. Segue un elenco di ciò che lascia.

domenica 17 novembre 2024

Racconti

 LE STORIE DI NONNO PASQUALINO (Terza puntata)

 Antonio ELIA

Renato Guttuso, Bambini che giocano sugli scogli, 1950

 Mezza estate, Tobago

Larghe spiagge lastricate dal sole. / Pubblicità

Impostazioni sulla privacy

Calore bianco. / Una fiumana verde.

Un ponte, / gialle palme bruciacchiate / giù dalla casa in letargo estivo / appisolata per tutto l’agosto.

Giorni che ho stretto, / giorni che ho perduto, / giorni che sono troppo grandi, ormai, come figlie, / per rifugiarsi nel porto delle mie braccia.

(Derek WALCOTT )

      I monelli

I piccoli amici del nonno, incuriositi anch’essi dalla presenza di un animale fantastico a pochi passi dalle loro case, decisero che dovevano vederlo. Essi conoscevano bene il luogo in cui la foca si allungava al sole e qualche giorno dopo organizzarono, di nascosto dai loro genitori, una spedizione alla “Nzurfarata”.

martedì 12 novembre 2024

Racconti

LE STORIE DI NONNO PASQUALINO (Seconda puntata)

Antonio ELIA

 Il pescatore che rema verso casa all’imbrunire

Non considera la quiete in cui si muove,

Così io, poiché il sentimento fa annegare, più non dovrei chiedere

Il crepuscolo sicuro che le tue mani calme davano.

(Derek Walcott, da "Il porto")

 

 Nonno Pasqualino

L’uomo visto da Monica lo chiamano tutti Nonno Pasqualino perché è il pescatore più vecchio del circondario. Egli, a quasi ottant’anni, anziché godersi il meritato riposo dopo una lunga vita di lavoro, preferisce ancora la fatica della pesca, ripagata dal piacere del silenzio e dalla maestosità dell’immensa distesa di azzurro.

mercoledì 6 novembre 2024


 

Vuoi sentire la mia storia? Chiedi al mare

I coralli insabbiati fino alle finestre sono le mie cupole sacre,

i gabbiani che volteggiano su una senna sono i piccioni della mia San Marco,

le legioni argentee di sgombri sfilano per le nostre catacombe.

(D. Walcott, Origini)

 

La foca “Monica”

Monica è una giovane foca che trascorre il suo tempo girovagando lungo la costa che da Otranto, in Salento, porta fino al capo di Leuca, dove le acque del mare Adriatico si confondono con quelle dello Ionio.

venerdì 25 ottobre 2024

Federica MANZON - Alma

Recensione di Antonio ELIA


 Ho letto “Alma”, il romanzo di Federica MANZON, per due motivi: perché vincitore del Premio Campiello 2024 e, forse, soprattutto perché è il nome che mia figlia e il suo compagno daranno alla loro attesa primogenita. E ho fatto bene perché affronta una vicenda interessante, delicata e tragica, ambientata in un tempo di speranze deluse e di conflitti dolorosi, in una terra di confine (Trieste, il Carso e di fronte l’ex Jugoslavia) che “rende impossibile il restare e lacerante il partire”.

martedì 29 agosto 2023

Vasilij GROSSMAN - La dilogia di Stalingrado

Vasilij GROSSMAN -  Stalingrado  / Vita e destino (Adelphi, 2022)

I due testi pubblicati come romanzi autonomi in realtà costituiscono un unicum narrativo, un affresco unico, etichettato come “l’Iliade di Grossman” o come “un’opera mondo sulla natura umana” (vedi recensioni consigliate) sulla società sovietica negli anni della seconda guerra mondiale, la guerra patriottica che con la battaglia di Stalingrado aveva fermato l’avanzata nazista nei vasti territori pianeggianti dell’Urss e invertito le sorti del conflitto nel cuore dell’Europa.

venerdì 11 giugno 2021

Un libro al mese: Recensione di Antonio ELIA

 Don DeLillo - Underworld

Una fatica. Leggere Underworld di Don DeLillo è stata una fatica. Non una fatica fisica per la lunghezza del testo, che anzi c’è godimento spirituale a leggerlo, momenti di delicata e leggera ironia da assorbire fino in fondo, da centellinare come un bicchiere di buon vino; un’impegnativa e salutare fatica emotiva che ti incatena alla riflessione sui temi esistenziali della seconda metà del novecento: l’incubo della bomba atomica e della guerra nucleare, lo smaltimento dei rifiuti (domestici e nucleari), la guerra fredda, lo squallore morale dell’America dominata da J. Edgar Hoover, la questione razziale, la guerra nel Vietnam, l’AIDS e la droga, i blackout e il killer dell’autostrada, il consumismo e l’era digitale. Un romanzo che riassume lo spirito del tempo, dominato dalla paura, da una serie di paure accumulate e stratificate nel tempo senza trovare soluzione, con le quali convivere e adattarsi fino a scoprire nella loro persistenza un significato storico ed estetico da offrire

lunedì 15 febbraio 2021

IL RACCONTO: Il rammentatore

L'anteprima di un racconto scritto nel 2015. Un uomo che ama raccontare, un mondo che non ama ascoltare. Scaricalo dal gadget (I RACCONTI) qui a fianco e commentalo.
di Antonio ELIA
 
Il mio nome anagrafico è Guglielmo, ma sin da piccolo mi hanno chiamato Memo per via di quella simpatica abilità bambinesca di declinare le parole nello stravagante linguaggio lallico che tanto commuove gli adulti.

venerdì 12 febbraio 2021

Un libro al mese: Recensione di Antonio ELIA


IL RITORNO DEL BARONE WENCKHEIM  

di László Krasznahorkai

Premessa

Ho appena terminato la lettura dell’ultimo romanzo di László Krasznahorkai, Il ritorno del Barone Wenckheim, Bompiani, Milano 2019. Un respiro profondo per superare la sensazione di coinvolgente stordimento con cui la scrittura fluviale dell’autore ungherese mi ha trasportato nel mondo stralunato delle sue narrazioni e, guardandomi intorno,

mercoledì 25 marzo 2020

IL RACCONTO: Il giratore di spartiti


 In ricordo di un caro amico
In ricordo di un caro amico 
Il programma di sala suggeriva interessanti suggestioni nel confronto tra la musica francese dei primi anni del Novecento e le atmosfere americane che tanto avevano coinvolto, dopo il loro sbarco a New York, musicisti europei del calibro di Ravel, Dvorak, Bartok, Schostakovic e Schoemberg: nella prima parte era prevista l’esecuzione di brani di L. Bernstein, C. Debussy e M. Ravel; nella seconda, in omaggio allo spirito della serata e all’ideale confronto tra Parigi (il vecchio continente) e New York (il nuovo mondo), due preludi per pianoforte di G. Gershwin e infine una composizione di un giovane autore contemporaneo sconosciuto al grande pubblico. 

lunedì 18 febbraio 2019

Un libro al mese


La Zona è il luogo distopico delle angosce del nostro tempo traslate nell’anno 2050.
La Zona è l’Unione Europea sopraffatta dalle paure, ripiegata su se stessa, che per esorcizzare i suoi fantasmi si è affidata a un governo forte. Per trent’anni il governo delle tre “M” l’ha schiacciata sotto il tallone di un regime autoritario pasciutosi di xenofobia, del culto della sicurezza, di controllo sociale e di controllo delle frontiere.

lunedì 7 gennaio 2019

UN LIBRO AL MESE - Recensione di Antonio ELIA



“Da dove mi arriverà l’impressione che alla casa, sebbene uguale, manchi quasi tutto? I vani sono gli stessi con gli stessi mobili e gli stessi quadri, eppure non era così, non era questo, vecchie fotografie al posto di mia madre, di mio padre, delle domestiche in cucina e della tosse di mio nonno che comandava il mondo…”
L’incipit di questo romanzo incredibile (denso e per certi versi sperimentale) dello scrittore lusitano António Lobo Antunes introduce il lettore nel vivo di una vicenda familiare lunga tre generazioni, dal nonno al nipote autistico

giovedì 26 aprile 2018

M. Pellegrino recensisce Se No

Da professore di economia a romanziere il passo è lungo. Ma Antonio Elia l’ha tentato - e con successo, senza salti mortali.
Il romanzo fresco di stampa presso l’editrice L’Erudita, Se No, lo mostra chiaramente.
Narra la vicenda di due cinquantenni che scoprono di essere fratelli sui generis: Luigi, figlio di Salvatore e di Maria, in tenerissima età è stato adottato da Luisa, mentre la madre naturale si è risposata con un vedovo che ha un figlio, Tommaso, di cui lei diventa la seconda madre.

mercoledì 4 aprile 2018

IL MIO NUOVO ROMANZO

Lungo una direttrice geografica ben precisa, si snoda una storia densa d’ incertezze e precarietà. All’ indomani della crisi della coltivazione del tabacco nel Salento del secondo dopoguerra, una famiglia di migranti del Meridione tenta di ricominciare nel profondo nord Italia. Molti anni più tardi, i due protagonisti, Luigi e Tommaso, affronteranno un viaggio, reale e metaforico, nella loro terra d’ origine, per recuperare un passato che è stato loro negato. Il ritrovarsi, però, non è privo di conseguenze. Entrambi segnati da un’infanzia drammatica, sapranno spogliarsi, non senza fatica e lacerazioni, dei fardelli e delle resistenze che da sempre li opprimono, trovando l’uno nell’ altro un ancoraggio sicuro e inaugurando una nuova fase delle loro vite. Un romanzo dagli stili continuamente cangianti che indaga a fondo la quanto mai attuale tematica della migrazione. L’ autore narra, attraverso le intricate biografie dei protagonisti, la definizione dell’identità personale, sottolineando quanto siano fondamentali gli affetti e la condivisione in un mondo che tende a sovrastare e annichilire il singolo con la propria crudeltà.

sabato 24 settembre 2016

Recensione di Antonio ELIA

Alla fine l’ho letto ed è stata una delusione. Mi è sembrato di aver perso del tempo. Non voglio essere irriguardoso, perché so quale sia la fatica di scrivere e so anche che un romanzo può essere un discreto romanzo senza essere un capolavoro. Non l’ho trovato neanche discreto. Una vera delusione. Che, comunque, non è stata una scoperta inaspettata. Avevo letto L’amore molesto e, come dicevo nella recensione dell’8 luglio, la scrittura ha, in molti passi, un che di artificioso, di ‘molesto’, che appesantisce la lettura e ne frena la scorrevolezza.