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domenica 17 novembre 2024

Racconti

 LE STORIE DI NONNO PASQUALINO (Terza puntata)

 Antonio ELIA

Renato Guttuso, Bambini che giocano sugli scogli, 1950

 Mezza estate, Tobago

Larghe spiagge lastricate dal sole. / Pubblicità

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Calore bianco. / Una fiumana verde.

Un ponte, / gialle palme bruciacchiate / giù dalla casa in letargo estivo / appisolata per tutto l’agosto.

Giorni che ho stretto, / giorni che ho perduto, / giorni che sono troppo grandi, ormai, come figlie, / per rifugiarsi nel porto delle mie braccia.

(Derek WALCOTT )

      I monelli

I piccoli amici del nonno, incuriositi anch’essi dalla presenza di un animale fantastico a pochi passi dalle loro case, decisero che dovevano vederlo. Essi conoscevano bene il luogo in cui la foca si allungava al sole e qualche giorno dopo organizzarono, di nascosto dai loro genitori, una spedizione alla “Nzurfarata”.

martedì 12 novembre 2024

Racconti

LE STORIE DI NONNO PASQUALINO (Seconda puntata)

Antonio ELIA

 Il pescatore che rema verso casa all’imbrunire

Non considera la quiete in cui si muove,

Così io, poiché il sentimento fa annegare, più non dovrei chiedere

Il crepuscolo sicuro che le tue mani calme davano.

(Derek Walcott, da "Il porto")

 

 Nonno Pasqualino

L’uomo visto da Monica lo chiamano tutti Nonno Pasqualino perché è il pescatore più vecchio del circondario. Egli, a quasi ottant’anni, anziché godersi il meritato riposo dopo una lunga vita di lavoro, preferisce ancora la fatica della pesca, ripagata dal piacere del silenzio e dalla maestosità dell’immensa distesa di azzurro.

mercoledì 6 novembre 2024


 

Vuoi sentire la mia storia? Chiedi al mare

I coralli insabbiati fino alle finestre sono le mie cupole sacre,

i gabbiani che volteggiano su una senna sono i piccioni della mia San Marco,

le legioni argentee di sgombri sfilano per le nostre catacombe.

(D. Walcott, Origini)

 

La foca “Monica”

Monica è una giovane foca che trascorre il suo tempo girovagando lungo la costa che da Otranto, in Salento, porta fino al capo di Leuca, dove le acque del mare Adriatico si confondono con quelle dello Ionio.

venerdì 26 gennaio 2024

Leuternia. Cronica di una Gigantomachia del nostro tempo infelice

PRESENTAZIONE

Genesi del romanzo

Un in-folio, quattro pagine a stampa databile alla seconda metà del ‘700 che rinviano a un manoscritto (perduto) del XIV secolo.

Quattro pagine scritte in dialetto rinvenute, insieme a poche altre, in un inutile scartafaccio di un’antica famiglia nel corso delle ricerche per la compilazione della tesi di laurea. Sono rimaste silenti tra le mie carte per emergere dopo molti anni, in occasione di un lavoro di pulizia dell’archivio.

Sembra l’inizio di una cronaca e tale si conferma leggendo anche gli altri in-folio utilizzati come improvvisati contenitori di documenti vari.                                          

giovedì 26 aprile 2018

M. Pellegrino recensisce Se No

Da professore di economia a romanziere il passo è lungo. Ma Antonio Elia l’ha tentato - e con successo, senza salti mortali.
Il romanzo fresco di stampa presso l’editrice L’Erudita, Se No, lo mostra chiaramente.
Narra la vicenda di due cinquantenni che scoprono di essere fratelli sui generis: Luigi, figlio di Salvatore e di Maria, in tenerissima età è stato adottato da Luisa, mentre la madre naturale si è risposata con un vedovo che ha un figlio, Tommaso, di cui lei diventa la seconda madre.

mercoledì 4 aprile 2018

IL MIO NUOVO ROMANZO

Lungo una direttrice geografica ben precisa, si snoda una storia densa d’ incertezze e precarietà. All’ indomani della crisi della coltivazione del tabacco nel Salento del secondo dopoguerra, una famiglia di migranti del Meridione tenta di ricominciare nel profondo nord Italia. Molti anni più tardi, i due protagonisti, Luigi e Tommaso, affronteranno un viaggio, reale e metaforico, nella loro terra d’ origine, per recuperare un passato che è stato loro negato. Il ritrovarsi, però, non è privo di conseguenze. Entrambi segnati da un’infanzia drammatica, sapranno spogliarsi, non senza fatica e lacerazioni, dei fardelli e delle resistenze che da sempre li opprimono, trovando l’uno nell’ altro un ancoraggio sicuro e inaugurando una nuova fase delle loro vite. Un romanzo dagli stili continuamente cangianti che indaga a fondo la quanto mai attuale tematica della migrazione. L’ autore narra, attraverso le intricate biografie dei protagonisti, la definizione dell’identità personale, sottolineando quanto siano fondamentali gli affetti e la condivisione in un mondo che tende a sovrastare e annichilire il singolo con la propria crudeltà.

venerdì 10 giugno 2016

UNA BARCA COLOR VINACCIA


Una barca color vinaccia. Una barca che trasporta dieci racconti più uno. L’ultimo è quasi un clandestino a bordo, si differenzia dagli altri che sono legati da un filo comune; i primi dieci sono così strettamente legati da quel filo da avere l’aspetto di capitoli di un romanzo. In effetti è quasi un romanzo. Lo è perché, nonostante l’aspetto di storie in sé conchiuse e autosufficienti, i singoli racconti sono parte di una storia più lunga nel tempo e più ampia nello spazio che non si fa fatica a ricostruire.

venerdì 3 giugno 2016

ANDAVAMO LONTANO

 La narrazione è suddivisa in tre parti e illustra le tappe fondamentali della vicenda migratoria italiana del secondo dopoguerra: l'emigrazione proletaria degli anni Cinquanta-Sessanta verso i Paesi della CEE (Parte prima - Settembre andiamo); l'emigrazione intellettuale interna degli anni Settanta-Ottanta sulla direttrice sud-nord (Parte seconda - Lecce-Cuneo solo andata); l'immigrazione straniera in Italia degli ultimi decenni (Parte terza - Vengono da lontano). Il testo combina le vicende legate ai diversi personaggi con i ricordi personali del protagonista, in un rincorrersi continuo di realtà e fantasia amalgamate da un collante comune: le emozioni e i sentimenti dei personaggi.

giovedì 20 marzo 2014

Recensione di Laura Mangialardo

QuiSalento • 1-15 GIUGNO 2014

               ANDAVAMO LONTANO

La via dei migranti

In una delle ultime pagine del suo libro “Andavamo lontano”, Antonio Elia cita Alassane, con la sua speranza per il futuro che “non potrà che essere migliore del presente, oggi viviamo un tempo di chiusure nazionalistiche di egoismo sociale di pressioni xenofobe ma si tratta di atteggiamenti anacronistici che contrastano con le reali tendenze del mondo contemporaneo”. Le reazioni possibili: un’ulteriore chiusura nei confronti dei migranti e quella opposta di collaborazione.