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giovedì 30 ottobre 2025

'Ala al-Aswani - Ad Alessandria gli alberi camminano

Al-Aswani: l’Egitto e la sindrome della dittatura

Recensione di 
Alessandro MEZZENA LONA
(Doppio zero, 27 Ottobre 2025)

Era opera del demonio, di sicuro, quella oceanica fiducia concessa a Gamal Abdal-Nasser. Lo credeva fermamente lo scrittore egiziano Tawfiq-al-Akim. Mentre scriveva il suo libro Il ritorno della coscienza, nel 1974, doveva trovare una giustificazione forte, qualcosa di ultraterreno, per accettare l’idea che il suo popolo avesse supplicato a gran voce, con le lacrime agli occhi, il dittatore di rimanere al suo posto. Nonostante la clamorosa sconfitta subita nella guerra contro Israele, che aveva portato l’esercito ebraico a dilagare sui campi di battaglia, occupando in rapida successione il Sinai, la Cisgiordania, Gaza, le Alture del Golan e Gerusalemme Est.

giovedì 17 aprile 2025

Vincenzo LATRONICO – Le perfezioni

 di Antonio ELIA 17 aprile 2025

L’esergo de “Le perfezioni” (Bompiani, 2022) di Vincenzo LATRONICO, una spia dichiarata del contenuto del romanzo, recita:

«Era lì la vita vera, la vita che volevano conoscere, che volevano fare».

 La citazione, da “Le cose” di George PEREC, si riferisce alla coppia protagonista del romanzo di Perec, Sylvie e Jérôme, ma si attaglia anche ai protagonisti de “Le perfezioni”, Anna e Tom, la cui vicenda vi si sovrappone con precisione quasi perfetta e rivela l’esplicita intenzione dell’autore di riscrivere il romanzo di Perec, ambientato nei primi lustri del nuovo millennio, ripercorrendone puntualmente il filo narrativo.  Anna e Tom sono due creativi informatici (web developer, graphic designer) trasferitisi a Berlino per esercitare un’attività che, nata come passione adolescenziale, si era cristallizzata in un lavoro di pari passo con lo sviluppo della “rete”. Il loro mondo è fatto di immagini che scorrono sugli schermi dei laptop, immagini rielaborate (photoshoppate) per migliorarne l’impatto visivo.

mercoledì 19 marzo 2025

Mircea CĂRTĂRESCU – Theodoros


 di Antonio ELIA  18 marzo 2025 

“Theodoros” è il romanzo di un uomo che volle farsi imperatore.

 «creatura fatta di arroganza e di desiderio …  un uomo sanguinario…

la sua anima non era quella di un comune mortale, ma grandiosa, aspirando a grandi e inedite imprese».

Un romanzo, quindi una scrittura di finzione, radicata però nella realtà di un personaggio la cui esistenza è documentata in varie carte, perfino in una lettera indirizzata alla regina Vittoria d’Inghilterra. Che poi tutte le fasi della vita di Theodoros e tutta la sua epopea, al di là della finzione letteraria, corrispondano alla realtà fattuale è questione

lunedì 24 febbraio 2025

HAN Kang - L'ora di greco (Adelphi, 2023)

Recensione di Antonio ELIA

La scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la letteratura nel 2024, con il romanzo “L’ora di Greco” riprende e approfondisce il tema della “fragilità della vita umana” già sviluppato nel precedente romanzo “La vegetariana” premiato con l’International Booker Prize nel 2016.

Se “La vegetariana aveva narrato la vicenda di una donna ossessionata da incubi focalizzati sull’uccisione di animali che l’avevano indotta a rinunciare al consumo di carne, ne “L’ora di greco” i traumi posti al centro del romanzo sono la perdita della vista e la perdita della voce. Ne sono afflitti un uomo e una donna ­­– senza nome, nel romanzo, così come tutti gli altri personaggi, ad eccezione della sorella dell’uomo, richiamata nelle lettere che il fratello le invia periodicamente, e di un giovane amico – i due protagonisti del racconto destinati a incontrarsi, a fare i conti con le reciproche disabilità.

venerdì 24 gennaio 2025

László Krasznahorkai - Herscht 07769 (Il romanzo bachiano di Florian Herscht)

 Recensione di Antonio ELIA

HERSCHT 07769 è il mittente delle lettere che Florian Herscht, il protagonista del romanzo, invia ad Angela Merkel (senza riceverne mai risposta) per richiamare l’attenzione della cancelliera sul problema di una possibile estinzione del pianeta a causa di un errore nel funzionamento del “meraviglioso mondo delle particelle elementari”.

Il romanzo, ambientato nel land della Renania (ex territorio della Repubblica democratica tedesca) nel periodo successivo al crollo del muro di Berlino (1989) e all’unificazione delle due Germanie (1990), racconta la vita degli abitanti di Kana, “una piccola cittadina tra le tante dimenticate della Turingia” attraverso la figura di Florian che in quel contesto, inconsciamente, la riassume.

venerdì 20 dicembre 2024

László Krasznahorkai - Avanti va il mondo

Recensione di Antonio ELIA

Scrivere di Avanti va il mondo, di László Krasznahorkai (Bompiani 2024) è oltremodo impegnativo e complesso. Si tratta di una raccolta di testi che non sono semplici racconti ma anche esplorazioni dell’animo umano e dell’esistere, indagini sul rapporto tra l’uomo e la realtà, il trascendente, l’immaginazione, il tempo, il ricordo, il desiderio, la libertà e altro ancora. Sono l’una e l’altra cosa insieme e nel complesso rappresentano una critica lucida e feroce del nostro tempo.

L’opera è divisa in tre parti in cui il “Lui” (l’Autore? Un Profeta?) che le anima, nella I Parla, nella II Racconta e nella III Saluta. In ognuno dei 9 testi di cui si compone la prima parte, Krasznahorkai “parla” ed esprime pensieri e sentimenti, manifesta opinioni, fotografa l’incapacità degli umani di comprendere la propria condizione, l’ambizione di desiderare e di volere ignorando la realtà attuale, la cupidigia dell’avere e la difficoltà di apprezzare le relazioni e la bellezza.

La seconda parte in cui “racconta” comprende 11 testi che, ad eccezione dell’ultimo, narrano in terza persona fatti e situazioni emblematiche esemplificanti la stranezza dell’esistenza, sempre mutevole, cangiante, incerta nei suoi esiti, incomprensibile e insondabile. L’ultimo, intitolato Il cigno di Istanbul, è un non testo di “79 paragrafi su pagine bianche” dedicato al ricordo (senza parole) del poeta greco Konstantinos Kavafis.

La terza parte in cui “Lui” saluta consiste in una paginetta di congedo, intitolata Non voglio nulla da qui, in cui il narratore afferma di volersene andare senza portar niente con sé. Segue un elenco di ciò che lascia.

domenica 17 novembre 2024

Racconti

 LE STORIE DI NONNO PASQUALINO (Terza puntata)

 Antonio ELIA

Renato Guttuso, Bambini che giocano sugli scogli, 1950

 Mezza estate, Tobago

Larghe spiagge lastricate dal sole. / Pubblicità

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Calore bianco. / Una fiumana verde.

Un ponte, / gialle palme bruciacchiate / giù dalla casa in letargo estivo / appisolata per tutto l’agosto.

Giorni che ho stretto, / giorni che ho perduto, / giorni che sono troppo grandi, ormai, come figlie, / per rifugiarsi nel porto delle mie braccia.

(Derek WALCOTT )

      I monelli

I piccoli amici del nonno, incuriositi anch’essi dalla presenza di un animale fantastico a pochi passi dalle loro case, decisero che dovevano vederlo. Essi conoscevano bene il luogo in cui la foca si allungava al sole e qualche giorno dopo organizzarono, di nascosto dai loro genitori, una spedizione alla “Nzurfarata”.

martedì 12 novembre 2024

Racconti

LE STORIE DI NONNO PASQUALINO (Seconda puntata)

Antonio ELIA

 Il pescatore che rema verso casa all’imbrunire

Non considera la quiete in cui si muove,

Così io, poiché il sentimento fa annegare, più non dovrei chiedere

Il crepuscolo sicuro che le tue mani calme davano.

(Derek Walcott, da "Il porto")

 

 Nonno Pasqualino

L’uomo visto da Monica lo chiamano tutti Nonno Pasqualino perché è il pescatore più vecchio del circondario. Egli, a quasi ottant’anni, anziché godersi il meritato riposo dopo una lunga vita di lavoro, preferisce ancora la fatica della pesca, ripagata dal piacere del silenzio e dalla maestosità dell’immensa distesa di azzurro.

mercoledì 6 novembre 2024


 

Vuoi sentire la mia storia? Chiedi al mare

I coralli insabbiati fino alle finestre sono le mie cupole sacre,

i gabbiani che volteggiano su una senna sono i piccioni della mia San Marco,

le legioni argentee di sgombri sfilano per le nostre catacombe.

(D. Walcott, Origini)

 

La foca “Monica”

Monica è una giovane foca che trascorre il suo tempo girovagando lungo la costa che da Otranto, in Salento, porta fino al capo di Leuca, dove le acque del mare Adriatico si confondono con quelle dello Ionio.

venerdì 25 ottobre 2024

Federica MANZON - Alma

Recensione di Antonio ELIA


 Ho letto “Alma”, il romanzo di Federica MANZON, per due motivi: perché vincitore del Premio Campiello 2024 e, forse, soprattutto perché è il nome che mia figlia e il suo compagno daranno alla loro attesa primogenita. E ho fatto bene perché affronta una vicenda interessante, delicata e tragica, ambientata in un tempo di speranze deluse e di conflitti dolorosi, in una terra di confine (Trieste, il Carso e di fronte l’ex Jugoslavia) che “rende impossibile il restare e lacerante il partire”.

lunedì 18 febbraio 2019

Un libro al mese


La Zona è il luogo distopico delle angosce del nostro tempo traslate nell’anno 2050.
La Zona è l’Unione Europea sopraffatta dalle paure, ripiegata su se stessa, che per esorcizzare i suoi fantasmi si è affidata a un governo forte. Per trent’anni il governo delle tre “M” l’ha schiacciata sotto il tallone di un regime autoritario pasciutosi di xenofobia, del culto della sicurezza, di controllo sociale e di controllo delle frontiere.

giovedì 20 marzo 2014

Recensione di Laura Mangialardo

QuiSalento • 1-15 GIUGNO 2014

               ANDAVAMO LONTANO

La via dei migranti

In una delle ultime pagine del suo libro “Andavamo lontano”, Antonio Elia cita Alassane, con la sua speranza per il futuro che “non potrà che essere migliore del presente, oggi viviamo un tempo di chiusure nazionalistiche di egoismo sociale di pressioni xenofobe ma si tratta di atteggiamenti anacronistici che contrastano con le reali tendenze del mondo contemporaneo”. Le reazioni possibili: un’ulteriore chiusura nei confronti dei migranti e quella opposta di collaborazione.