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mercoledì 18 giugno 2025

Daniela RANIERI - Mille esempi di cani smarriti

Recensione di Valentina STURLI

(La scrittura e noi,   

Qualche giorno fa su facebook mi è capitato di leggere uno status di Riccardo Castellana che associava la copertina di un libro (Daniela Ranieri, Mille esempi di cani smarriti, Ponte alle Grazie, 2015) a una brevissima sua recensione che inizia così: “Quanti di noi si erano accorti, cinque anni fa, che l’editore Ponte alle Grazie aveva pubblicato un romanzo eccezionale?”. Personalmente non me n’ero accorta affatto, e facendo un breve giro online mi sembra che se ne siano accorti in pochi. Siccome mi fido del gusto di Castellana, e so che non è persona da spendere a caso un aggettivo come ‘eccezionale’, mi sono detta che forse valeva la pena di passare in libreria a comprare il romanzo.

giovedì 17 aprile 2025

Vincenzo LATRONICO – Le perfezioni

 di Antonio ELIA 17 aprile 2025

L’esergo de “Le perfezioni” (Bompiani, 2022) di Vincenzo LATRONICO, una spia dichiarata del contenuto del romanzo, recita:

«Era lì la vita vera, la vita che volevano conoscere, che volevano fare».

 La citazione, da “Le cose” di George PEREC, si riferisce alla coppia protagonista del romanzo di Perec, Sylvie e Jérôme, ma si attaglia anche ai protagonisti de “Le perfezioni”, Anna e Tom, la cui vicenda vi si sovrappone con precisione quasi perfetta e rivela l’esplicita intenzione dell’autore di riscrivere il romanzo di Perec, ambientato nei primi lustri del nuovo millennio, ripercorrendone puntualmente il filo narrativo.  Anna e Tom sono due creativi informatici (web developer, graphic designer) trasferitisi a Berlino per esercitare un’attività che, nata come passione adolescenziale, si era cristallizzata in un lavoro di pari passo con lo sviluppo della “rete”. Il loro mondo è fatto di immagini che scorrono sugli schermi dei laptop, immagini rielaborate (photoshoppate) per migliorarne l’impatto visivo.

lunedì 24 febbraio 2025

HAN Kang - L'ora di greco (Adelphi, 2023)

Recensione di Antonio ELIA

La scrittrice coreana Han Kang, Premio Nobel per la letteratura nel 2024, con il romanzo “L’ora di Greco” riprende e approfondisce il tema della “fragilità della vita umana” già sviluppato nel precedente romanzo “La vegetariana” premiato con l’International Booker Prize nel 2016.

Se “La vegetariana aveva narrato la vicenda di una donna ossessionata da incubi focalizzati sull’uccisione di animali che l’avevano indotta a rinunciare al consumo di carne, ne “L’ora di greco” i traumi posti al centro del romanzo sono la perdita della vista e la perdita della voce. Ne sono afflitti un uomo e una donna ­­– senza nome, nel romanzo, così come tutti gli altri personaggi, ad eccezione della sorella dell’uomo, richiamata nelle lettere che il fratello le invia periodicamente, e di un giovane amico – i due protagonisti del racconto destinati a incontrarsi, a fare i conti con le reciproche disabilità.

venerdì 24 gennaio 2025

László Krasznahorkai - Herscht 07769 (Il romanzo bachiano di Florian Herscht)

 Recensione di Antonio ELIA

HERSCHT 07769 è il mittente delle lettere che Florian Herscht, il protagonista del romanzo, invia ad Angela Merkel (senza riceverne mai risposta) per richiamare l’attenzione della cancelliera sul problema di una possibile estinzione del pianeta a causa di un errore nel funzionamento del “meraviglioso mondo delle particelle elementari”.

Il romanzo, ambientato nel land della Renania (ex territorio della Repubblica democratica tedesca) nel periodo successivo al crollo del muro di Berlino (1989) e all’unificazione delle due Germanie (1990), racconta la vita degli abitanti di Kana, “una piccola cittadina tra le tante dimenticate della Turingia” attraverso la figura di Florian che in quel contesto, inconsciamente, la riassume.

venerdì 20 dicembre 2024

László Krasznahorkai - Avanti va il mondo

Recensione di Antonio ELIA

Scrivere di Avanti va il mondo, di László Krasznahorkai (Bompiani 2024) è oltremodo impegnativo e complesso. Si tratta di una raccolta di testi che non sono semplici racconti ma anche esplorazioni dell’animo umano e dell’esistere, indagini sul rapporto tra l’uomo e la realtà, il trascendente, l’immaginazione, il tempo, il ricordo, il desiderio, la libertà e altro ancora. Sono l’una e l’altra cosa insieme e nel complesso rappresentano una critica lucida e feroce del nostro tempo.

L’opera è divisa in tre parti in cui il “Lui” (l’Autore? Un Profeta?) che le anima, nella I Parla, nella II Racconta e nella III Saluta. In ognuno dei 9 testi di cui si compone la prima parte, Krasznahorkai “parla” ed esprime pensieri e sentimenti, manifesta opinioni, fotografa l’incapacità degli umani di comprendere la propria condizione, l’ambizione di desiderare e di volere ignorando la realtà attuale, la cupidigia dell’avere e la difficoltà di apprezzare le relazioni e la bellezza.

La seconda parte in cui “racconta” comprende 11 testi che, ad eccezione dell’ultimo, narrano in terza persona fatti e situazioni emblematiche esemplificanti la stranezza dell’esistenza, sempre mutevole, cangiante, incerta nei suoi esiti, incomprensibile e insondabile. L’ultimo, intitolato Il cigno di Istanbul, è un non testo di “79 paragrafi su pagine bianche” dedicato al ricordo (senza parole) del poeta greco Konstantinos Kavafis.

La terza parte in cui “Lui” saluta consiste in una paginetta di congedo, intitolata Non voglio nulla da qui, in cui il narratore afferma di volersene andare senza portar niente con sé. Segue un elenco di ciò che lascia.

venerdì 25 ottobre 2024

Federica MANZON - Alma

Recensione di Antonio ELIA


 Ho letto “Alma”, il romanzo di Federica MANZON, per due motivi: perché vincitore del Premio Campiello 2024 e, forse, soprattutto perché è il nome che mia figlia e il suo compagno daranno alla loro attesa primogenita. E ho fatto bene perché affronta una vicenda interessante, delicata e tragica, ambientata in un tempo di speranze deluse e di conflitti dolorosi, in una terra di confine (Trieste, il Carso e di fronte l’ex Jugoslavia) che “rende impossibile il restare e lacerante il partire”.

domenica 31 dicembre 2023

Jamaica KINCAID - Autobiografia di mia madre

Recensione di A. ELIA

Che cosa può spingere un essere umano, una donna, a rinchiudersi in se stessa, a non rivelarsi agli altri e a trovare la forza di vivere e trascendere la propria condizione di esclusa, di emarginata, di reietta?

La prima risposta esposta nell'incipit del romanzo – «Mia madre è morta nel momento in cui nascevo, e così per tutta la mia vita non c’è mai stato nulla fra me e l’eternità; alle mie spalle soffiava sempre un vento nero e desolato» – è fin troppo facile e, a mio avviso, non decisiva.

Certo, il non aver conosciuto la mamma, morta di parto mentre la metteva al mondo, è un motivo di per sé sufficiente, a maggior ragione se insieme al corpo, al viso e alle cure della mamma mancano anche le cure e l’affetto del padre, proiettato nella

venerdì 11 giugno 2021

Un libro al mese: Recensione di Antonio ELIA

 Don DeLillo - Underworld

Una fatica. Leggere Underworld di Don DeLillo è stata una fatica. Non una fatica fisica per la lunghezza del testo, che anzi c’è godimento spirituale a leggerlo, momenti di delicata e leggera ironia da assorbire fino in fondo, da centellinare come un bicchiere di buon vino; un’impegnativa e salutare fatica emotiva che ti incatena alla riflessione sui temi esistenziali della seconda metà del novecento: l’incubo della bomba atomica e della guerra nucleare, lo smaltimento dei rifiuti (domestici e nucleari), la guerra fredda, lo squallore morale dell’America dominata da J. Edgar Hoover, la questione razziale, la guerra nel Vietnam, l’AIDS e la droga, i blackout e il killer dell’autostrada, il consumismo e l’era digitale. Un romanzo che riassume lo spirito del tempo, dominato dalla paura, da una serie di paure accumulate e stratificate nel tempo senza trovare soluzione, con le quali convivere e adattarsi fino a scoprire nella loro persistenza un significato storico ed estetico da offrire

lunedì 7 gennaio 2019

UN LIBRO AL MESE - Recensione di Antonio ELIA



“Da dove mi arriverà l’impressione che alla casa, sebbene uguale, manchi quasi tutto? I vani sono gli stessi con gli stessi mobili e gli stessi quadri, eppure non era così, non era questo, vecchie fotografie al posto di mia madre, di mio padre, delle domestiche in cucina e della tosse di mio nonno che comandava il mondo…”
L’incipit di questo romanzo incredibile (denso e per certi versi sperimentale) dello scrittore lusitano António Lobo Antunes introduce il lettore nel vivo di una vicenda familiare lunga tre generazioni, dal nonno al nipote autistico

giovedì 20 marzo 2014

Recensione di Laura Mangialardo

QuiSalento • 1-15 GIUGNO 2014

               ANDAVAMO LONTANO

La via dei migranti

In una delle ultime pagine del suo libro “Andavamo lontano”, Antonio Elia cita Alassane, con la sua speranza per il futuro che “non potrà che essere migliore del presente, oggi viviamo un tempo di chiusure nazionalistiche di egoismo sociale di pressioni xenofobe ma si tratta di atteggiamenti anacronistici che contrastano con le reali tendenze del mondo contemporaneo”. Le reazioni possibili: un’ulteriore chiusura nei confronti dei migranti e quella opposta di collaborazione.