Alla fine l’ho letto ed è stata una delusione.
Mi è sembrato di aver perso del tempo. Non voglio essere irriguardoso, perché
so quale sia la fatica di scrivere e so anche che un romanzo può essere un
discreto romanzo senza essere un capolavoro. Non l’ho trovato neanche discreto.
Una vera delusione. Che, comunque, non è stata una scoperta inaspettata. Avevo
letto L’amore molesto e, come dicevo
nella recensione dell’8 luglio, la scrittura ha, in molti passi, un che
di artificioso, di ‘molesto’, che appesantisce la lettura e ne frena la
scorrevolezza.
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sabato 24 settembre 2016
venerdì 8 luglio 2016
RECENSIONE di Antonio ELIA
Non volevo leggere Elena
Ferrante perché di fronte agli scrittori troppo celebrati e troppo prolifici mi
prende una diffidenza incontrollata. Che non è un moto intellettuale spontaneo
e snobistico, è, piuttosto, una risposta conscia alle politiche culturali delle
grandi case editrici.
Perché l’ho letto? Perché
il dubbio è sempre in agguato e ti interroga e ti dice che la tua può essere
invidia o superbia, che, in fondo, se quell’autore ha avuto successo un motivo
ci sarà; se dai suoi libri ci traggono dei film di successo un motivo ci sarà.
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