Visualizzazione post con etichetta László Krasznahorkai. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta László Krasznahorkai. Mostra tutti i post

venerdì 24 gennaio 2025

László Krasznahorkai - Herscht 07769 (Il romanzo bachiano di Florian Herscht)

 Recensione di Antonio ELIA

HERSCHT 07769 è il mittente delle lettere che Florian Herscht, il protagonista del romanzo, invia ad Angela Merkel (senza riceverne mai risposta) per richiamare l’attenzione della cancelliera sul problema di una possibile estinzione del pianeta a causa di un errore nel funzionamento del “meraviglioso mondo delle particelle elementari”.

Il romanzo, ambientato nel land della Renania (ex territorio della Repubblica democratica tedesca) nel periodo successivo al crollo del muro di Berlino (1989) e all’unificazione delle due Germanie (1990), racconta la vita degli abitanti di Kana, “una piccola cittadina tra le tante dimenticate della Turingia” attraverso la figura di Florian che in quel contesto, inconsciamente, la riassume.

venerdì 20 dicembre 2024

László Krasznahorkai - Avanti va il mondo

Recensione di Antonio ELIA

Scrivere di Avanti va il mondo, di László Krasznahorkai (Bompiani 2024) è oltremodo impegnativo e complesso. Si tratta di una raccolta di testi che non sono semplici racconti ma anche esplorazioni dell’animo umano e dell’esistere, indagini sul rapporto tra l’uomo e la realtà, il trascendente, l’immaginazione, il tempo, il ricordo, il desiderio, la libertà e altro ancora. Sono l’una e l’altra cosa insieme e nel complesso rappresentano una critica lucida e feroce del nostro tempo.

L’opera è divisa in tre parti in cui il “Lui” (l’Autore? Un Profeta?) che le anima, nella I Parla, nella II Racconta e nella III Saluta. In ognuno dei 9 testi di cui si compone la prima parte, Krasznahorkai “parla” ed esprime pensieri e sentimenti, manifesta opinioni, fotografa l’incapacità degli umani di comprendere la propria condizione, l’ambizione di desiderare e di volere ignorando la realtà attuale, la cupidigia dell’avere e la difficoltà di apprezzare le relazioni e la bellezza.

La seconda parte in cui “racconta” comprende 11 testi che, ad eccezione dell’ultimo, narrano in terza persona fatti e situazioni emblematiche esemplificanti la stranezza dell’esistenza, sempre mutevole, cangiante, incerta nei suoi esiti, incomprensibile e insondabile. L’ultimo, intitolato Il cigno di Istanbul, è un non testo di “79 paragrafi su pagine bianche” dedicato al ricordo (senza parole) del poeta greco Konstantinos Kavafis.

La terza parte in cui “Lui” saluta consiste in una paginetta di congedo, intitolata Non voglio nulla da qui, in cui il narratore afferma di volersene andare senza portar niente con sé. Segue un elenco di ciò che lascia.

giovedì 18 marzo 2021

Un libro al mese: Recensione di Antonio ELIA

SATANTANGO

Il romanzo cult da cui è stato tratto l'omonimo film in 7 episodi per oltre 6 ore di proiezione. Assolutamente da leggere e da vedere.

Una recensione tardiva di Antonio ELIA

 Satantango (1985) è il primo romanzo di László Krasznahorkai, il primo di una quadrilogia che, a dire dello stesso autore, è sempre la riscrittura dello stesso romanzo: il riconoscimento di un fallimento, di una sconfitta.  Non la pensano allo stesso modo né i critici né i lettori che non hanno esitato a definirlo un capolavoro assoluto della letteratura del novecento. Satantango (come non lo saranno i successivi romanzi) non è un’opera di facile lettura. La sua prosa, citando l’affermazione del traduttore inglese, è una “lenta colata di lava narrativa”

venerdì 12 febbraio 2021

Un libro al mese: Recensione di Antonio ELIA


IL RITORNO DEL BARONE WENCKHEIM  

di László Krasznahorkai

Premessa

Ho appena terminato la lettura dell’ultimo romanzo di László Krasznahorkai, Il ritorno del Barone Wenckheim, Bompiani, Milano 2019. Un respiro profondo per superare la sensazione di coinvolgente stordimento con cui la scrittura fluviale dell’autore ungherese mi ha trasportato nel mondo stralunato delle sue narrazioni e, guardandomi intorno,